I disturbi del sonno

- Pubblicato da: Author: BFC | 9 min (tempo di lettura)

Si stima che circa il 45% della popolazione italiana dorma poco o male.
Non ci sono però dubbi che per la nostra salute e per il nostro benessere sia fondamentale un buon sonno.

disturbi del sonno
  1. Introduzione
  2. Il sonno
  3. L’insonnia
  4. Classificazioni
  5. 83 disturbi del sonno (ICSD-3)
  6. L’apnea notturna
  7. La narcolessia
  8. Le parasonnie
  9. La sindrome delle gambe senza riposo
  10. Le diagnosi dei disturbi del sonno
  11. Il trattamento dei disturbi del sonno.

Introduzione

Si stima che i disturbi del sonno colpiscono circa 13 milioni di italiani.

I disturbi del sonno condizionano la qualità della nostra vita, in quanto il dormire poco o male incide negativamente su: memoria, concentrazione, umore, livelli di energia, tempo di reazione, peso corporeo, poi, in età avanzata aumenta il declino cognitivo ed il rischio di demenze.

La maggior parte di noi può avere occasionali problemi di sonno a causa di stress, della vita frenetica o di altri fattori. Ma quando si verificano regolarmente o troppo spesso e vanno ad incidere sulla nostra vita di ogni giorno, generalmente sono dovuti a quelli che vengono definiti disturbi del sonno: un gruppo di condizioni di varia natura che poco o tanto influenzano la nostra capacità di dormire regolarmente. Spesso dipendono da un qualche altro disturbo o malattia, e quindi possono cessare una volta risolta la causa sottostante.

Se sospetti di avere un disturbo del sonno, è importante che tu contatti un medico e che sia lui a fare una diagnosi ed eventualmente a prescriverti il trattamento più opportuno.

Il sonno

Il sonno è un interruzione del normale stato di sveglia caratterizzato:

  • dall’arresto della reattività cosciente all’ambiente circostante,
  • da un’aumento della soglia percettiva (quanto dormiamo anche il più piccolo rumore è in grado di svegliarci)
  • dalla reversibilità

Il sonno è necessario alla nostra sopravvivenza e la sua privazione comportata disturbi a carico del sistema nervoso. Il cervello (e in particolare la sua corteccia) può riposare solo ed esclusivamente durante li sonno.

L’insonnia

In Europa l’insonnia severa si stima colpire tra il 4 ed il 22% della popolazione con una durata media di 2-6 mesi. Le persone più a rischio sono quelle di sesso femminile, con un picco dopo i 65 anni di età, in coincidenza con la menopausa. Nei maschi si ha un primo picco tra i 24 ed i 34 anni ed un picco dopo i 65.

Insonnia, il più comune disturbo del sonno, può essere descritta come una condizione caratterizzata da uno o più dei seguenti sintomi notturni (indicatori dell’insonnia):

  • l’incapacità di addormentarsi;
  • l’incapacità di rimanere addormentati;
  • il risveglio precoce;

Oltre ai sintomi notturni, in caso di insonnia, sono presenti anche sintomi diurni come:

  • astenia;
  • sonnolenza;
  • difficoltà di concentrazione
  • irritabilità

L’assenza o la presenza dei disturbi diurni fa parlare, rispettivamente, di insonnia di primo livello, o insonnia di secondo livello.

L’insonnia può essere causata da tanti fattori: dal jet lag, dallo stress, dall’ansia, dagli ormoni o da problemi digestivi. Potrebbe però anche essere il sintomo di un problema di salute sottostante o l’effetto collaterale di un qualche farmaco.

In base alla sua durata e al momento dell’insorgenza, l’insonnia può classificarsi in:

  • occasionale
  • recente, se è insorta da meno di 30 giorni
  • cronica, se persiste più di 30 giorni

Un’insonnia occasionale può trasformasi in insonnia cronica a seguito dei meccanismi acquisti di condizionamento negativo legati al sonno. Quindi non va mai sottovalutata o trascurata.

Un’insonnia può costituire un problema anche molto grave relativamente alla qualità della vita ed alla sicurezza delle persone, soprattutto se si presenta un elevato numero di notti a settimana.

Leggi al riguardo il nostro approfondimento sull’insonnia.

Classificazioni dei disturbi del sonno

A livello internazionale esistono tre importanti sistemi di classificazione del sonno:

  • L’ICSD (pubblicata per la prima volta nel 1990 e poi aggiornata in ICSD-2 nel 2005, e in ICSD- 3 nel 2014) – American Academy of Sleep Medicine in associazione con l’European Sleep Research Society, la Japanase Society of Sleep Research e la Latin American Sleep Society ha prodotto questa classificazione diagnostica dei disturbi del sonno che prevede, nella sua terza revisione (ICSD-3) 7 categorie principali per 83 disturbi. L’insonnia di cui abbiamo parlato al paragrafo precedente non è altro che uno dei diversi disturbi del sonno, certamente il più frequente.
  • L’ICD-9-CM 
  • Il DSM-IV (e il DSM-V di prossima pubblicazione)

Le 7 categorie ed gli 83 disturbi del sonno previste dall’ICSD-3

1. Insonnia

Sintomi isolati e varianti normali

  1. Disturbo da insonnia cronica
  2. Disturbo di insonnia a breve termine
  3. Altra insonnia (quando il paziente presenta sintomi di insonnia ma non soddisfa i criteri per gli altri due tipi di insonnia)

2. Disturbi respiratori legati al sonno

Sindromi da apnea ostruttiva del sonno (OSA)

  1. OSA, adulto
  2. OSA, pediatrico

Sindromi da apnea notturna centrale

  1. Apnea notturna centrale con respirazione di Cheyne-Stokes
  2. Apnea notturna centrale a causa di un disturbo medico senza respirazione di Cheyne-Stokes
  3. Apnea centrale del sonno dovuta alla respirazione periodica ad alta quota
  4. Apnea notturna centrale a causa di un farmaco o una sostanza
  5. Apnea notturna centrale primaria
  6. Apnea notturna centrale primaria dell’infanzia
  7. Apnea notturna centrale primaria della prematurità
  8. Apnea centrale del sonno emergente dal trattamento

Disturbi da ipoventilazione legati al sonno

  1. Sindrome da ipoventilazione da obesità
  2. Sindrome da ipoventilazione alveolare centrale congenita
  3. Ipoventilazione centrale ad esordio tardivo con disfunzione ipotalamica
  4. Ipoventilazione alveolare centrale idiopatica
  5. Ipoventilazione correlata al sonno dovuta a un farmaco o una sostanza
  6. Ipoventilazione correlata al sonno dovuta a un disturbo medico

Disturbo da ipossiemia correlata al sonno

Sintomi isolati e varianti normali

  1. Russare
  2. Catatrenia

3. Disordini centrali di ipersonnolenza

  1. Narcolessia tipo 1
  2. Narcolessia tipo 2
  3. Ipersonnia idiopatica
  4. Sindrome di Kleine-Levin
  5. Ipersonnia dovuta a un disturbo medico
  6. Ipersonnia dovuta a un farmaco o una sostanza
  7. Ipersonnia associata a un disturbo psichiatrico
  8. Sindrome del sonno insufficiente

4. Disturbi sonno-veglia del ritmo circadiano

  1. Disturbo della fase sonno-veglia ritardato
  2. Disturbo della fase sonno-veglia avanzato
  3. Disturbo del ritmo sonno-veglia irregolare
  4. Disturbo del ritmo sonno-veglia non 24 ore su 24
  5. Disordine da lavoro a turni
  6. Disturbo da jet lag
  7. Disturbo circadiano sonno-veglia non altrimenti specificato

5. Parasonnie

Parasonnie correlate a NREM

  1. Risvegli confusionali
  2. Sonnambulismo
  3. Terrori del sonno
  4. Disturbo alimentare correlato al sonno

Parasonnie legate alla REM

  1. Disturbo comportamentale del sonno REM
  2. Ricorrente isolato paralisi nel sonno
  3. Incubo disturbo

Altre parasonnie

  1. Sindrome della testa che esplode
  2. Allucinazioni legate al sonno
  3. Dormire enuresi
  4. Parasonnia dovuta a un disturbo medico
  5. Parasonnia dovuta a un farmaco o una sostanza
  6. Parasonnia, non specificata

Sintomi isolati e varianti normali

  1. Parlare nel sonno

6. Disturbi del movimento legati al sonno

  1. Sindrome delle gambe agitate
  2. Disturbo periodico del movimento degli arti
  3. Gamba correlata al sonno crampi
  4. Relativo al sonno bruxismo
  5. Disturbo del movimento ritmico correlato al sonno
  6. Sonno benigno mioclono dell’infanzia
  7. Mioclono proprietospinale all’inizio del sonno
  8. Disturbo del movimento correlato al sonno dovuto a un disturbo medico
  9. Disturbo del movimento correlato al sonno dovuto a un farmaco o una sostanza
  10. Disturbo del movimento correlato al sonno, non specificato

Sintomi isolati e varianti normali

  1. Mioclono frammentario eccessivo
  2. Tremore ipnagogico del piede e attivazione alternata dei muscoli delle gambe
  3. Inizia il sonno (sussulti ipnotici)

7. Altri disturbi del sonno

Altri sintomi o eventi correlati al sonno che non soddisfano la definizione standard di disturbo del sonno

L’apnea notturna

L’apnea notturna si caratterizza per pause nella respirazione durante il sonno.

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è un disturbo piuttosto diffuso. Consiste appunto nell’interruzione o nel rallentamento della respirazione durante il sonno per un periodo di tempo che può variare da pochi secondi a qualche minuto.

Le frequenze di queste interruzioni possono essere talmente elevate da arrivare anche a diverse decine di episodi in un’ora.

Leggi il nostro approfondimento sulle apnee ostruttive del sonno.

La narcolessia

La narcolessia si caratterizza per degli “attacchi di sonno” durante il giorno: capita che uno si senta improvvisamente estremamente stanco e si addormenti “senza preavviso”.

Questo disturbo può anche causare una paralisi del sonno (detta anche paralisi ipnagogica) una condizione in grado di rendere una persona fisicamente impossibilitata a muoversi subito dopo il risveglio.
Ancorché una narcolessia possa verificarsi da sola, si associa spesso ad alcuni disturbi neurologici come la sclerosi multipla.

Anche se alcuni studi hanno ipotizzato un legame tra la narcolessia ed alcuni problemi come le infezioni, si ipotizza che questa condizione possa avere un’origine autoimmune: che il sistema immunitario delle persone geneticamente suscettibili di narcolessia “vada fuori di colpo” e che distrugga accidentalmente quelle cellule cerebrali che sono cruciali per “l’avviso al nostro corpo del sonno”. (3)

Le parasonnie

Le parasonnie sono una classe di disturbi che causano dei movimenti e dei comportamenti anormali durante il sonno.

La sindrome delle gambe senza riposo

La sindrome delle gambe senza riposo si caratterizza per la necessità di fare dei movimenti nel mentre si sta dormendo. Talvolta si accompagna con una sensazione di formicolio alle gambe. Si associa spesso a determinate condizioni di salute. Tra queste ricordiamo,

  • il morbo di Parkinson,
  • il disturbo da deficit di attenzione / iperattività ADHD (attention deficit hyperactivity disorder) un disturbo dell’età evolutiva – ma che può perdurare anche in età adulta – caratterizzato da difficoltà a prestare attenzione, da comportamenti impulsivi, da un’accentuata attività motoria.

Le sue cause non sono ben note.

Le diagnosi dei disturbi del sonno

Per la diagnosi dell’insonnia, L’ICSD-2 prevede i seguenti criteri generali:

  • Lamentare la difficoltà a prendere sonno, a mantenerlo, o di svegliarsi troppo presto, o non fare un sonno ristoratore o un sonno di scarsa qualità;
  • Il disturbo spesso accade nonostante ci siano adeguate situazioni ed opportunità per dormire;
  • Almeno una delle seguenti forme di disturbo diurno, legato alla difficoltà di dormire di notte, è riportato dai pazienti:
    • fatica o malessere
    • riduzione della concentrazione o della memoria
    • problemi sociali o professionali o scarso rendimento scolastico
    • disturbi dell’umore o irritabilità
    • sonnolenza diurna
    • riduzione dell’iniziativa, dell’energia e della motivazione
    • tendenza a commettere errori sul lavoro o incidenti stradali
    • tensione, mal di testa o disturbi gastrointestinali associati alla perdita di sonno
    • preoccupazione o ansia circa il sonno

Il trattamento dei disturbi del sonno.

I trattamenti dei disturbi del sonno possono essere diversi a seconda del tipo di disturbo sottostante ed a seconda della loro causa. Quindi devono, per forza, essere personalizzati.

In generale l’approccio farmacologico sembra essere quello che richiede meno energia, meno tempo e che risulta essere più efficacie. La terapia farmacologica deve essere ipnoinducente, ovvero volta a ripristinare la condizione fisiologica del sonno in termini di qualità e quantità, e deve fare parte di un processo di cura indirizzato e seguito passo-passo dal medico di medicina generale.

L’approccio non farmacologico prevede, invece, che il paziente sia indirizzato verso una corretta igiene del sonno:

  • andare a letto solo quando si ha effettivamente bisogno di dormire
  • una volta a letto, spegnere subito la luce
  • evitare di addormentarsi sul divano guardando la tv
  • se non ci si addormenta in 20 minuti, alzarsi ed andare in un’altra stanza a rilassarsi fino a quando non si sente il bisogno di dormire
  • non dormire nelle ore diurne. Niente pisolini pomeridiani
  • la sera mangiare leggero, evitar alcolici e attività fisica intensa
  • creare una routine rilassante prima di coricarsi
  • smettere di lavorare o di svolgere attività coinvolgenti almeno un’ora prima di andare a dormire e non leggere, guardare il telefonino o la televisione a letto
  • fare esercizi di rilassamento e di contrazione dei principali gruppi muscolari (come il training autogeno) a letto

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