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L’insonnia: le cause, le cure

- Pubblicato da: Author: BFC | 19 min (tempo di lettura)

L'insonnia è un'alterazione del ciclo sonno-veglia che si caratterizza per una difficoltà persistente a prender sonno ed a dormire adeguatamente.
Per combatterla si rivelano efficaci le terapie cognitivo-comportamentali, in particolare quelle che attengono all'igiene del sonno.

Foto: Jen Theodore
L’insonnia

L’insonnia

L’insonnia è il principale disturbo del sonno. Colpisce circa il 35% delle persone adulte. E’ dovuta ad un’alterazione del ciclo sonno-veglia. E’ transitoria in genere quando dipende da un periodo di forte stress, ma può durare anche a lungo quando è dovuta a cause più complesse.

Si caratterizza per problemi nell’addormentarsi e/o nel dormire bene tutta la notte o comunque per il tempo necessario all’organismo.

Una privazione del sonno può avere diverse conseguenze, tra cui un’eccessiva sonnolenza diurna, maggiori rischi in ambito lavorativo, effetti sulla nostra salute, cattivo umore…

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Le cause più comuni

Le cause più comuni

Le cause più comuni di un’insonnia sono generalmente dovute,

  • allo stress,
  • al non seguire buone pratiche /abitudini di sonno con regolarità,
  • a disturbi dell’umore come la depressione,
  • a disturbi d’ansia,
  • a disturbi legati all’abuso di sostanze e di alcol,
  • ad alcune malattie fisiche ed a dolori di varia natura,
  • ad alcuni farmaci,
  • ad alcuni problemi neurologici e disturbi specifici del sonno.

Una combinazione di queste cause può esacerbare l’insonnia in molte persone.

I vari tipi e le varie manifestazioni

I vari tipi e le varie manifestazioni dell’insonnia

Durata nel tempo. Quanto alla durata nel tempo, un’insonnia può manifestarsi in modi diversi:

  • un’insonnia transitoria (transiente) dura meno di una settimana;
  • è acuta quella che dura diverse settimane;
  • è cronica un’insonnia che dura tre mesi o più.

Modalità. L’insonnia si può manifestare,

  • in alcune persone, al momento dell’insorgenza del sonno: quindi il problema principale in queste persone è quello di addormentarsi;
  • in altre, nel mantenimento del sonno: quindi il loro problema sta nella difficoltà a rimanere addormentati.

Il come si manifesta, più o meno significativamente, un’insonnia può essere legato,

  • alla sua causa,
  • alla sua gravità,
  • alle sottostanti condizioni di salute.

Tipi d’insonnia. Le manifestazioni temporali delle difficoltà col sonno definiscono le tipologie delle insonnie,

  • iniziali, quando la difficoltà prevalente riguarda l’addormentamento serale;
  • intermedie, quando prevalgono i risvegli a metà nottata, a cui seguono delle difficoltà a riprendere il sonno;
  • terminali, quando ad un risveglio molto precoce, segue l’impossibilità di riprendere sonno.
Le ore di sonno necessarie

Le ore di sonno che ci sono necessarie

Per ognuno di noi, la giusta quantità di sonno dovrebbe essere quella che ci serve ad ottimizzare le nostre prestazioni fisiche, funzioni cognitive, la nostra salute mentale e fisica, la qualità della nostra vita, ecc…,  le loro qualità, ed i relativi risultati.

Come emerge dalla tabella sottostante, stando alle valutazioni di alcuni Enti americani e canadesi sia gli adulti che gli anziani necessitano di almeno di 7 ore di sonno al giorno.

Tabella indicante le durate ideali del sonno, per fasce d’età

National Sleep Foundation

American Academy of Sleep Medicine – AASM / SRS

Canadian 24-Hour Movement Guidelines

fasce d’etàore raccomandatefasce d’etàore raccomandatefascia d’etàore raccomandate
Neonati (0-3 mesi)14-17 oreNeonati (0-3 mesi)Non inclusoNeonati (0-3 mesi)14-17 ore
Neonati (4-11 mesi)12-15 oreNeonati (4-11 mesi)12-16 oreNeonati (4-11 mesi)12-16 ore
Bambini piccoli (1-2 anni)11-14 oreBambini piccoli (1-2 anni)11-14 oreBambini piccoli (1-2 anni)11-14 ore
Bambini in età prescolare (3-5 anni)10-13 oreBambini in età prescolare (3-5 anni)10-13 oreBambini in età prescolare (3-4 anni)10-13 ore
Bambini (6-13 anni)9-11 oreBambini (6-12 anni)9-12 oreBambini (5-13 anni)9-11 ore
Adolescenti (14-17 anni)8-10 oreAdolescenti (13-17 anni)8-10 oreAdolescenti (14-17 anni)8-10 ore
Giovani adulti (18-25 anni)7-9 oreAdulti (18-60 anni)≥7 oreAdulti (18-64 anni)in via di studio
Adulti (26-64 anni)7-9 oreAnziani (≥65 anni)in via di studio
Anziani (≥65 anni)7-8 ore

 

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Cause più comuni. Fattori di rischio

Le più comuni cause dell’insonnia. I fattori di rischio

Le possibili cause di un’insonnia sono numerose. In molti casi dipendono da più fattori e/o da più condizioni di salute.

Le carenze di sonno, oppure i sonni disturbati – a loro volta – possono innescare o peggiorare le stesse condizioni di salute che le avevano causate e creare in tal modo una complessa catena di cause ed effetti.

Dal punto di vista olistico (secondo il quale ogni fenomeno è costituito da complesse e reciproche interazioni) l’insonnia è dovuta ad uno stato di sovreccitazione il quale interrompe l’addormentarsi o il rimanere addormentati: sovreccitazione che può essere sia mentale che fisica, e che può essere innescata da una serie di circostanze e/o di problemi di salute.

a – stress

Lo stress può innescare profonde reazioni nel nostro corpo e può compromettere anche la qualità del nostro sonno.

Il lavoro, lo studio e anche le relazioni sociali sono fonti di stress piuttosto comuni. Eccessive condizioni traumatiche possono causarci uno stress cronico, incluso il disturbo da stress post-traumatico (PTSD).

La stessa incapacità di dormire a sua volta può essere una fonte di stress, rendendo sempre più difficile interrompere rapporto stress / insonnia.

b – l’assenza di una routine del sonno quotidiana

In un mondo ideale, l’orologio biologico del nostro corpo – una sorta di orologio interno noto come ritmo (ciclo) circadiano – si autoregola secondo l’alternarsi del giorno e della notte.

Per molte ragioni però, succede spesso che i nostri orari del sonno non si trovino allineati con quelli del nostro orologio biologico: è noto (per esempio) che il jet lag incide sul sonno perché il nostro corpo non può subito adattarsi ai rapidi cambiamenti dei fusi orari, e che il lavoro notturno comporta la necessità di dormire di giorno.

Entrambe queste condizioni possono determinare un’interruzione del nostro ritmo circadiano con una conseguente nostra insonnia.

Ma – jet leg e turni notturni a parte – in alcune persone i ritmi circadiani possono trovarsi spostati in avanti o all’indietro anche senza che ne siano note le cause, con conseguenti persistenti difficoltà circa i tempi del sonno e la sua complessiva qualità.

c – stili di vita

Alcune abitudini ed alcuni nostri stili di vita possono aumentare i rischi d’insonnia. Vediamo quelli più comuni.

  1. Lavorare, giocare coi videogiochi o utilizzare altri dispositivi elettronici fino a tarda sera, tiene stimolato il nostro cervello anche quando andiamo a letto.
  2. Fare un sonnellino nel tardo pomeriggio, può rendere difficile l’addormentamento di notte.
  3. Dormire fino a tardi al mattino per recuperare il sonno perso, può confondere l’orologio interno del nostro corpo e rendergli difficile stabilire un programma salutare di sonno.
  4. Utilizzare il letto, oltre che per dormire anche per fare altre attività, può creare associazioni mentali tra il letto e la veglia.

Vengono spesso trascurate le scelte dietetiche che, se inadeguate, possono giocare un ruolo rilevante quanto a problemi col sonno.

La caffeina. La caffeina è una sostanza stimolante. Può rimanere per ore nel nostro corpo. Se assunta nel pomeriggio e la sera, può renderci più difficile prendere sonno e può contribuire alla nostra insonnia.

La nicotina. La nicotina è un’altra sostanza stimolante che può influire negativamente sul nostro sonno.

L’alcol. L’alcol è una sostanza sedativa che – si, è vero – può farci sentire più assonnati, ma che poi in realtà va a disturbare il ciclo del sonno causandoci un sonno frammentato e non ristoratore.

I pasti. Il fatto di assumere alimenti “pesanti” o cibi piccanti – la sera tardi – può rendere difficile il nostro processo digestivo, e quindi può comportare problemi di sonno.

d – disturbi mentali

Si stima che il 40% degli insonni abbia un qualche problema di salute mentale.

I disturbi dell’umore (depressione, disturbo bipolare …) ed i disturbi d’ansia spesso portano gravi problemi di sonno: ciò in quanto possono favorire l’insorgenza, sia di pensieri pervasivi negativi, sia di una sovreccitazione mentale che disturba il sonno.

A sua volta, l’insonnia può esacerbare l’umore ed i disturbi d’ansia: persino peggiorandone i sintomi ed aumentando i rischi di suicidi nelle persone depresse.

e – dolori fisici conseguenti ad alcuni disturbi

I seguenti problemi possono disturbare o rendere difficile il sonno, e possono culminare in un’insonnia, cronica o a breve termine.

  1. Quasi tutte le condizioni di salute / dolori che non ci consentono di stare sdraiati comodi sul letto. Non solo: mentre stiamo a letto, noi tendiamo a soffermarci su questi dolori, è ciò li amplifica ed aumenta il nostro lo stress, e quindi anche i problemi col sonno.
  2. Le complicazioni dovute al diabete di tipo II.
  3. Una neuropatia periferica – un disturbo funzionale a livello del sistema nervoso periferico.
  4. Altre condizioni che interferiscono col sonno sono: l’apnea ostruttiva del sonno e la depressione.
  5. Anche alcuni tipi di malattie fisiche, comprese quelle che colpiscono il nostro sistema respiratorio o nervoso.

f – assunzione di alcuni farmaci

I problemi col sonno possono essere degli effetti collaterali di alcuni tipi di farmaci: ad esempio di quelli per la pressione sanguigna, di quelli anti-asma e degli antidepressivi.

Ma anche altri tipi di farmaci possono causarci una sonnolenza diurna che può sconvolgere la regolarità dei nostri ritmi di sonno.

Tuttavia non è solo l’assunzione di alcuni farmaci che può crearci delle difficoltà, ma anche il fatto smettere di prendere alcuni farmaci può causarci problemi in tal senso.

g – problemi neurologici

Alcuni disturbi che interessano il nostro cervello, incluse le malattie neuro-degenerative ed i disturbi dello sviluppo neurologico, sono spesso associati ad elevati rischi d’insonnia.

  1. I disturbi neuro-degenerativi, come l’Alzheimer possono incidere sul nostro ritmo circadiano e sulla percezione dei segnali quotidiani che guidano il nostro ciclo sonno-veglia: la conseguente “confusione” notturna può peggiorare ulteriormente la qualità del sonno.
  2. I disturbi dello sviluppo neurologico, come è quello da deficit di attenzione / iperattività (ADHD), possono causarci una sovreccitazione che ci rende difficile il sonno di cui abbiamo bisogno.
  3. Sono frequenti i disturbi del sonno tra i bambini col disturbo dello spettro autistico (DSA), e questi possono persistere nell’età adulta.

h – disturbi specifici del sonno

Anche i disturbi – specifici – del sonno possono essere la causa di un’insonnia. Ad esempio:

  • l’apnea ostruttiva del sonno – un disturbo che causa numerosi vuoti respiratori e interruzioni temporanee del sonno che colpisce fino al 20% delle persone – può essere una sottostante causa d’insonnia e di sonnolenza diurna;
  • la sindrome delle gambe senza riposo comporta un forte bisogno di muovere le gambe, il che peggiora il nostro sonno.
  • le parasonnie – sonnambulismo, incubi e paralisi del sonno, ecc..- possono interferire con la qualità del nostro sonno.
Terapie non farmacologiche

Terapie non farmacologiche (TNF) contro l’ insonnia

Le terapie non farmacologiche contro l’insonnia sono finalizzate sopratutto a migliorare l’igiene del sonno: possono essere molto utili per la maggior parte delle persone.

a – integratori di melatonina

Gli integratori alimentari a base di melatonina servono a regolare i processi fisiologici del nostro sonno, particolarmente nei casi di jet lag.

L’ormone melatonina “dice” al nostro corpo che è ora di andare a letto: ci aiuta in questo.

Elevati livelli di melatonina ci fanno sentire più assonnati, ma quando sono troppo elevati possono interrompere il ciclo del sonno e causarci mal di testa, nausea ed irritabilità.

Un’ora prima di coricarsi, gli adulti potrebbero assumere tra 1 e 5 milligrammi: prima di assumerla parla comunque col tuo medico circa il dosaggio. A maggior ragione se l’assunzione riguarda i bambini.

b – terapia cognitivo-comportamentale

Puoi anche provare una combinazione delle terapie che descriveremo ora. Si tratta del trattamento principe contro l’insonnia: la terapia cognitivo-comportamentale.

La Mayo Clinic – un’organizzazione non-profit per la pratica e ricerca medica – consiglia di ricorrere alla cd terapia cognitivo-comportamentale (CBT) per sviluppare buone abitudini di sonno.

La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) mira ad abituarci a controllare o ad eliminare i pensieri e le azioni negative che ci tengono svegli. Viene generalmente raccomandata come prima linea di trattamento per l’insonnia. In genere la CBT-I è efficace – come, o anche più – dei farmaci per il sonno.

La parte cognitiva. La parte cognitiva della terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia CBT-I ci insegna a riconoscere ed a modificare quelle nostre convinzioni che influenzano la nostra capacità di dormire. Mira ad aiutarci a,

  1. controllare o eliminare i pensieri negativi e le preoccupazioni che ci tengono svegli,
  2. superare l’ansia del non riuscire a prender sonno che – a sua volta – può causarci insonnia.

La parte comportamentale. La parte comportamentale della terapia cognitivo-comportamentale CBT-I ci aiuta a sviluppare le buone abitudini di sonno e ad evitare quei comportamenti che ci impediscono di dormire bene. Può consistere, ad esempio,  nell’applicazione dalle seguenti tecniche terapeutiche:

  1. Terapia di controllo dello stimolo. Questo metodo mira a rimuovere quei fattori che condizionano la nostra mente a resistere al sonno. Ad esempio: ad impostare un orario costante per andare a dormire e per svegliarci, ad evitare i sonnellini, ad utilizzare il letto solo per dormire e fare sesso e – se non arriviamo a dormire entro 20 minuti – a lasciare la camera da letto per tornarvi solo quando siamo assonnati.
  2. Tecniche di rilassamento. Sono tecniche volte a ridurre l’ansia prima di coricarci: un progressivo rilassamento muscolare, un biofeedback e gli esercizi di respirazione. Queste tecniche possono servire anche a controllare la nostra respirazione, la nostra frequenza cardiaca, la tensione muscolare e il nostro l’umore in modo da poterci rilassare.
  3. Restrizione del periodi di sonno. Questa tecnica terapeutica vuole ridurre il tempo che  trascorriamo a letto ed i nostri sonnellini diurni: questa riduzione comporta una parziale privazione del sonno, il che ci rende più stanchi la notte successiva. Una volta che sarà migliorata la qualità del nostro sonno, potremo aumentare gradualmente il tempo da trascorrere a dormire.
  4. Rimanere passivamente sveglio. Chiamata anche intenzione paradossale, questa tecnica terapeutica per un’insonnia appresa, ha lo scopo di ridurre le nostre preoccupazioni e la nostra ansia sul fatto di poter riuscire ad addormentarci: occorre cercare di rimanere svegli quando siamo a letto (per dormire) piuttosto che di attendere di addormentarci.
  5. Terapia della luce. Se abbiamo la tendenza ad addormentarci troppo presto e di svegliarci ugualmente troppo presto, al fine di spingere all’indietro il nostro orologio interno, possiamo avvalerci della luce: per esempio cercare di uscire la sera (durante i periodi) quando c’è ancora luce, oppure utilizzare una qualche fonte luminosa. Il medico saprà darci dei consigli a questo riguardo.

Il medico può consigliarci altre strategie, relativamente agli stili di vita ed all’ambiente in cui dormiamo, utili a sviluppare quelle abitudini che favoriscono un nostro sonno profondo.

Trattamenti farmacologici

I trattamenti farmacologici contro l’insonnia

Anche i sonniferi che ci vengono prescritti dal medico possono aiutarci a prender sonno, a rimanere addormentati oppure entrambe le cose.  Di norma i medici non ci prescrivono sonniferi per periodi di tempo più lunghi di alcune settimane. Ci sono però anche diversi farmaci approvati anche il lungo termine. Alcuni di questi solo i seguenti:

  • Eszopiclone
  • Ramelteon
  • Zaleplon
  • Zolpidem

I sonniferi soggetti a prescrizione possono causarci alcuni effetti collaterali: stordimento durante il giorno, aumento dei rischi di cadute, creare dipendenza. Quindi, parla con il tuo medico di questi di altri farmaci e dei loro possibili effetti collaterali.

Le linee guida generali per l’utilizzo di ipnotici mirano a minimizzarne l’abuso, l’uso scorretto e la dipendenza:

  1. Definire una chiara indicazione ed un obiettivo terapeutico.
  2. Prescrivere la dose minima efficace.
  3. Ad eccezione di specifici ipnotici e soggetti, limitare la durata d’utilizzo ad alcune settimane.
  4. Individualizzare le dosi per ciascun soggetto.
  5. Utilizzare dosi inferiori per quelle persone che assumono anche un sedativo del sistema nervoso centrale, negli anziani e in pazienti con patologie epatiche o renali.
  6. Evitare, nel caso i in cui pazienti soffrissero di apnea notturna o di disturbi respiratori o con un’anamnesi di abuso di sedativi, se assumono alcol o sono in gravidanza (Il Ramelteon rappresenta un’eccezione: può essere somministrato ai pazienti con apnea notturna da lieve a moderata o broncopneumopatia cronica ostruttiva o un’anamnesi di abuso di sedativi. Anche la Doxepina assunta a bassi dosaggi non sembra dare dipendenza).
  7. Per i pazienti che necessitano di un trattamento a più lungo termine, prendere in considerazione una terapia intermittente.
  8. Evitare di sospendere bruscamente il farmaco, se possibile (ossia, diminuire progressivamente la dose).
  9. Rivalutare il trattamento farmacologico periodicamente; valutare l’efficacia e gli effetti avversi.
Le conseguenze dell’insonnia

Le possibili conseguenze delle insonnie

a – incidenti stradali, sul lavoro, altri

Le carenze di sonno sono pericolose anche per la sicurezza pubblica, soprattutto sulla strada. La stanchezza può far sì che le nostre reazioni siano estremamente lente, come quelle degli ubriachi alla guida.

La stanchezza conseguente ad un cattivo sonno può anche causare incidenti ed infortuni sul lavoro. E’ dimostrato che, rispetto a quelle che dormono normalmente, le persone che non dormono a sufficienza hanno un numero significativamente maggiore di incidenti sul lavoro, ed anche che molti di questi incidenti si ripetono.

b – problemi cognitivi

Il sonno gioca un ruolo importante quando si tratta di pensare, di elaborare, di apprendere. La fatica può rallentare significativamente questi processi.

Impedendo al nostro cervello di raggiungere la sua piena capacità, l’insonnia può compromettere la nostra concentrazione, la nostra vigilanza, i nostri ragionamenti, la soluzione di problemi, e quindi causarci difficoltà sul lavoro o con la scuola.

Dal momento che durante il sonno REM, noi raccogliamo e colleghiamo le informazioni ed i ricordi accaduti durante il giorno, una mancanza di sonno ci farà dimenticare ciò che abbiamo appreso.

c – problemi di salute, potenzialmente anche letali

Stando ad un recente studio, il 90% delle persone che soffrono di insonnia hanno anche i seguenti problemi di salute:

  • diabete;
  • palpitazioni cardiache irregolari;
  • alta pressione sanguigna;
  • cardiopatia;
  • arresti cardiaci;
  • ictus.

d – disturbi mentali

La mancanza di sonno può causarci una depressione: un recente studio aveva rilevato che, alle persone che dormivano meno di 6 ore ogni notte, erano state diagnosticate depressione ed ansia.

L’insonnia è fortemente collegata alla depressione: lo stesso studio ha dimostrato che le persone insonni hanno 5 volte più probabilità di sviluppare sintomi di depressione rispetto alle persone che non soffrivano di insonnia.

La depressione e l’insonnia creano un circolo vizioso perché vanno a “nutrirsi” a vicenda. D’altra parte, se qualcuno è in grado di curare l’insonnia, ovviamente sarà in grado di curare anche la depressione.

e – invecchiamento precoce

Pelle. Anche un solo giorno di sonno non sufficiente lo si può notare: quando perdiamo qualche ora di sonno i nostri occhi diventano più gonfi e la nostra pelle diventa più giallastra.

La privazione cronica del sonno può avere un enorme impatto sulla nostra pelle: la fa allentare, fa apparire più velocemente le linee sottili, ci provoca occhiaie scure.

Quando il nostro corpo non ha la quantità di sonno di cui ha bisogno, rilascia un’eccessiva quantità di cortisolo: il cortisolo è un ormone che distrugge il collagene nella pelle, il quale è responsabile del suo mantenimento.

Ormone della crescita. Una privazione del sonno crea squilibri nell’ormone della crescita. Quando siamo giovani, questo ormone viene prodotto per aiutare il nostro corpo a crescere. Successivamente è responsabile dell’aumento della nostra massa muscolare, del rafforzamento delle nostre ossa e del mantenimento della pelle tesa.

Questo ormone viene rilasciato mentre dormiamo, e svolge un rilevante ruolo nella riparazione dei tessuti.

f – perdite di memoria

Quando noi dormiamo, il nostro cervello crea le onde acute responsabili del consolidamento della memoria. Queste increspature hanno la capacità di collegare insieme i nostri ricordi, e di trasferire le nuove informazioni dalla memoria corta (ippocampo) alla parte del cervello a memoria lunga (neocorteccia) dove vengono immagazzinate.

Quando non dormiamo abbastanza, il nostro cervello immagazzina i ricordi solo temporaneamente il che ci impedisce di ricordare le cose a lungo termine, provocando l’oblio.

g – aumento di peso

Un altro effetto collaterale dell’insonnia è un aumento della nostra fame e del nostro appetito, cosa che può portarci all’obesità.

Secondo uno studio, le persone che dormono meno di 7 ore ogni notte hanno una probabilità 2 volte maggiore di aumentare di peso, rispetto a quelle che dormono più di 7 ore.

Esiste un forte legame tra il sonno e i peptidi responsabili del controllo della fame.

  • Un ormone chiamato grelina è responsabile della stimolazione della fame e della leptina, una proteina che regola il grasso nel corpo e segnala al cervello di sopprimere l’appetito.
  • Quando non dormiamo a sufficienza, non produciamo abbastanza grelina e leptina per far sapere al cervello che non abbiamo fame dopo aver mangiato, portandoci così all’illusione di essere ancora affamati.

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L’insonnia negli anziani

L’insonnia negli anziani

L’insonnia è un disturbo che riguarda le persone di tutte le età. Una ricerca ha infatti appurato che circa il 20-40% della popolazione è affetta da disturbi del sonno: tale percentuale aumenta fino al 60% se si prende in considerazione soltanto la popolazione anziana.

Capita spesso che le persone anziane abbiano dei risvegli mattutini precoci o dei risvegli notturni abituali.

Spesso nelle persone anziane che soffrono di disturbi del sonno, viene a ridursi la cosiddetta fase REM del sonno. Conseguentemente ne deriva la tendenza o la necessità di fare un sonnellino pomeridiano oppure dopo un pasto.

L’insonnia negli adolescenti

L’insonnia negli adolescenti

Anche molti adolescenti soffrono d’insonnia e, quando non riescono ad addormentarsi subito la sera, al mattino fanno fatica ad alzarsi, si sentono stanchi, e sono di cattivo umore. La causa di questo disturbo è in parte da attribuirsi a cambiamenti ormonali.

Inoltre gli adolescenti sono spesso particolarmente soggetti ad eccessivi impegni e stress a scuola, al lavoro o a causa di obblighi sociali.

Gli adolescenti utilizzano poi molti dispositivi elettronici nella loro camera da letto. Ciascuno di questi contribuisce ad un alto tasso di insonnia durante l’adolescenza.

L’insonnia durante la gravidanza

L’insonnia durante la gravidanza

Molti sono i fattori che possono causare un’insonnia durante la gravidanza:

  • l’aumento del peso ed il cambiamento della composizione corporea possono influire sul posizionamento della donna e sul suo comfort a letto;
  • una respirazione interrotta dovuta alla crescita dell’utero che esercita una pressione sui polmoni della gestante le crea potenziali problemi respiratori durante il sonno;
  • i cambiamenti ormonali possono aumentare il russamento e il rischio di un’apnea notturna centrale, la quale comporta brevi interruzioni del respiro;
  • il reflusso: una digestione più lenta può provocare la sera un reflusso gastroesofageo distruttivo.
  • la nicturia: la maggiore frequenza urinaria nelle gestanti può comportare la necessità di alzarsi dal letto per andare in bagno;
  • la sindrome delle gambe senza riposo: la sua causa esatta è sconosciuta, ma le donne incinte hanno un rischio maggiore della sindrome delle gambe senza riposo, anche se non hanno mai avuto sintomi prima di rimanere incinta.

Più della metà delle donne in gravidanza ha dei problemi con l’insonnia.

Nel primo trimestre, le donne incinte dormono spesso un maggior numero di ore: nel complesso ma la loro qualità del sonno diminuisce.

Nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, diminuisce il tempo complessivo del loro sonno, con problemi di sonno più significativi durante il terzo trimestre.

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Per approfondire


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