L’insonnia potrebbe avere una componente genetica: i risultati di uno studio

ultimo aggiornamento: - pubblicato da: Author: BFC - tempo di lettura: 3 min

Stando ad una recente ricerca americana di genomica, il disturbo dell'insonnia può a volte essere ereditario in quanto "scritto" nei nostri geni.

geni
Due parole sull’insonnia

Due parole sull’insonnia

L’insonnia è un disturbo del sonno che è caratterizzato dalla costante incapacità di addormentarsi o di dormire bene di notte. Si pensa che in tutto il mondo colpisca dal 10 al 20% delle persone.

I suoi sintomi più comuni sono:

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  • la difficoltà ad addormentarsi,
  • la difficoltà a dormire,
  • lo svegliarsi troppo presto,
  • la stanchezza e la carenza di energia,
  • irritabilità durante il giorno.
Uno studio sul problema dormire

I risultati di un recente studio sul problema (non) dormire di notte

Hai problemi a dormire la notte? Se hai provato inutilmente di tutto per risolverli, potrebbe trattarsi anche di un problema che sta al di fuori del tuo controllo.

A questo proposito va detto che, attraverso la genomica oggi siamo in grado di individuare i geni e le relative mutazioni che possono incidere anche su questo disturbo.

Una recente ricerca della University of Exeter Medical School guidata dalla genetista Richa Saxena e del Massachusetts General Hospital ha identificato 57 regioni (locus genici: la posizione di un gene all’interno di un cromosoma) che sono associate all’insonnia, e che comprendono 236 geni.

Per cui la nostra stessa genetica potrebbe essere la causa della nostra insonnia. Si tratta di un risultato che si discosta da quella scuola di pensiero che collega l’insonnia agli stili di vita o ad alcuni fattori psicologici come lo stress o la depressione.

Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Genetics, ha analizzato i dati esistenti nel database UK Biobank relativi ad oltre 450.000 genomi. I risultati indicano che i disturbi del sonno possono essere “scritti” nei nostri geni.

“I nostri risultati confermano un ruolo della genetica nei sintomi dell’insonnia e si espandono sui quattro loci genici precedentemente trovati per questa condizione”, ha detto l’autore principale Jacqueline M. Lane. “Tutte queste regioni identificate ci aiutano a capire perché alcune persone soffrono di insonnia, quali percorsi e sistemi sono interessati e indicano possibili nuovi obiettivi terapeutici.”

Nello stesso studio, gli scienziati hanno riscontrato l’esistenza di elementi che, oltre a collegare l’insonnia ai sintomi della depressione, dimostrano come questa possa comportare un rischio quasi raddoppiato di malattie coronariche.

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“L’insonnia ha un impatto davvero significativo su milioni di persone in tutto il mondo”, ha affermato Samuel Jones dell’Università di Exeter, anch’egli coinvolto in questa ricerca. ‘Sappiamo da tempo che esiste un legame tra insonnia e malattie croniche. Ora i nostri risultati suggeriscono che la depressione e le malattie cardiache sono in realtà il risultato di insonnia persistente “.

Questi scienziati hanno anche trovato che c’è una significativa sovrapposizione tra i geni implicati nell’insonnia e quelli relativi ai tratti psichiatrici e metabolici: parrebbe infatti che l’insonnia sia fortemente correlata,

  • ai disturbi neuro-psichiatrici,
  • alla regolazione dell’umore,
  • alla malattia coronarica
  • e al diabete di tipo 2.
Alcuni consigli per dormire meglio

Alcuni consigli utili a dormire meglio

Eccoti alcuni consigli condivisi da diversi esperti del sonno utili a tale scopo.

non restare a letto più del necessario

  • Resta a letto solo per il tempo che dormi.
  • Piuttosto che andare a letto quando sei stanco per poi restarci per ore nell’incapacità di dormire, inizia ad andare a letto quando sei davvero “a pezzi”.
  • Svegliati ad un orario prefissato evitando di dormire più ore del minimo necessario.

crearti una regolare routine

  • Cerca di mantenere dei ritmi di vita regolari.
  • Non ti è certo d’aiuto l’andare a dormire alle 4 del mattino nel weekend, quando per il resto della settimana hai programmato di svegliarti alle 6 del mattino.

predisponi un ambiente in cui dormire, buio e silenzioso

  • Questo fatto implica oscurare ed isolare l’ambiente in cui dormi.
  • Implica quindi lasciare lontano dalla camera da letto i telefonini, i tablet ed i computer: la loro luce blu influenza i nostri livelli dell’ormone che induce il sonno melatonina e rende più difficile riuscire a dormire, in primo luogo.

riduci e tieni controllato il consumo di alcool e di caffeina

  • Evita il più possibile l’assunzione di alcool prima di coricarti.
  • Evita la caffeina dopo le 16: possono essere infatti necessarie fino a sei ore prima che i livelli di caffeina scendano alla metà della dose inizialmente assunta, rendendoci in tal modo ansiosi e ritardando il nostro sonno.
  • L’alcool deprime l’attività cerebrale principalmente aumentando l’attività inibitoria dei recettori GABA e riducendo l’attività eccitatoria del glutammato: quindi potrebbe farti sentire assonnato ma non godrai tuttavia di un sonno di buona qualità.

tieni un tuo diario del sonno

  • Questo diario serve ad annotare i legami tra il tuo stile di vita ed sonno e quindi l’andamento del tuo sonno. E, conseguentemente, a saperti meglio regolare.

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