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L’insonnia potrebbe avere essere legata alla genetica. I risultati di uno studio

Stando ad un recente studio di genomica, il disturbo dell'insonnia a volte può essere "scritto" nei nostri geni.

Due parole sull’insonnia

L’insonnia è un disturbo del sonno che è caratterizzato dalla costante incapacità di addormentarsi o di dormire di notte. Si pensa che in tutto il mondo colpisca dal 10 al 20% delle persone.

I suoi sintomi più comuni sono:

  • la difficoltà ad addormentarsi,
  • la difficoltà a dormire,
  • lo svegliarsi troppo presto,
  • la stanchezza e la carenza di energia,
  • irritabilità durante il giorno.

I risultati di un recente studio sul problema (non) dormire di notte

Hai problemi a dormire la notte? Se hai provato inutilmente di tutto per risolverli, potrebbe trattarsi anche di un problema che sta al di fuori del tuo controllo.

Infatti, una recente ricerca ad opera della University of Exeter Medical School guidata dalla genetista Richa Saxena e del Massachusetts General Hospital ha identificato 57 regioni che sono associate all’insonnia, e che comprendono 236 geni. Per cui la tua stessa genetica potrebbe essere la causa della tua insonnia.

Questi risultati si discostano da quella scuola di pensiero che collega l’insonnia agli stili di vita o ad alcuni fattori psicologici come lo stress o la depressione.

Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Genetics, ha analizzato i dati esistenti nel database UK Biobank relativi ad oltre 450.000 genomi. I suoi risultati indicano che il disturbo del sonno è anche qualcosa che può essere “scritto” nei nostri geni.

“I nostri risultati confermano un ruolo della genetica nei sintomi dell’insonnia e si espandono sui quattro loci genetici precedentemente trovati per questa condizione”, ha detto l’autore principale Jacqueline M. Lane. “Tutte queste regioni identificate ci aiutano a capire perché alcune persone soffrono di insonnia, quali percorsi e sistemi sono interessati e indicano possibili nuovi obiettivi terapeutici.”

Gli scienziati hanno riscontrato nello stesso studio l’esistenza di elementi che dimostrano che l’insonnia potrebbe comportare un rischio quasi raddoppiato di malattie coronariche, oltre a collegarlo ai sintomi della depressione.

“L’insonnia ha un impatto davvero significativo su milioni di persone in tutto il mondo”, ha affermato Samuel Jones dell’Università di Exeter, anch’egli coinvolto nella ricerca. ‘Sappiamo da tempo che esiste un legame tra insonnia e malattie croniche. Ora i nostri risultati suggeriscono che la depressione e le malattie cardiache sono in realtà il risultato di insonnia persistente “.

Questi scienziati hanno anche trovato l’esistenza di una significativa sovrapposizione tra i geni implicati nell’insonnia e quelli relativi ai tratti psichiatrici e metabolici: parrebbe infatti che l’insonnia sia fortemente correlata ai disturbi neuro-psichiatrici, alla regolazione dell’umore, alla malattia coronarica e al diabete di tipo 2.

Alcuni consigli utili a dormire meglio

Eccoti alcuni consigli utili a tale scopo, condivisi da diversi esperti del sonno.

Non restare a letto più del necessario

  • Resta a letto solo per il tempo che dormi.
  • Piuttosto che andare a letto quando sei stanco per poi restarci per ore incapace di dormire, inizia ad andare a letto quando sei davvero “a pezzi”.
  • Svegliati ad un orario prefissato evitando di dormire più ore del minimo necessario.

Creati una routine

  • Cerca di mantenere dei ritmi di vita regolari.
  • Non ti aiuta certo l’andare a dormire alle 4 del mattino nel weekend, quando per il resto della settimana hai programmato di svegliarti alle 6 del mattino.

Creati un ambiente buio e silenzioso in cui dormire

  • Ciò implica l’esigenza di oscurare e di isolare l’ambiente in cui dormi.
  • Implica quindi lasciare lontano dalla camera da letto i telefonini, i tablet ed i computer: la loro luce blu influenza i nostri livelli dell’ormone che induce il sonno melatonina e rende più difficile riuscire a dormire, in primo luogo.

Riduci e controlla il tuo consumo di alcool e di caffeina

  • Evita il più possibile l’assunzione di alcool prima di coricarti.
  • Evita la caffeina dopo le 16: possono essere necessarie fino a sei ore prima che i livelli di caffeina scendano alla metà della dose inizialmente assunta, rendendoci ansiosi e ritardando il nostro sonno.
  • L’alcool deprime l’attività cerebrale principalmente aumentando l’attività inibitoria dei recettori GABA e riducendo l’attività eccitatoria del glutammato: quindi potrebbe farti sentire assonnato ma non godrai tuttavia di un sonno di buona qualità.

Tieni un tuo diario del sonno

  • Questo diario serve ad annotare i legami tra il tuo stile di vita ed sonno e quindi l’andamento del tuo sonno.
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