Materassi

Quanto dura un materasso; quando andrebbe sostituito

Tutti i materassi hanno un loro durata "massima" di vita. Tuttavia anche meno se ci dovessero causare particolari dolori, disturbi, o problemi di sonno.
Continua a leggere per saperne di più circa alcuni segnali rivelatori della necessità di cambiare il tuo attuale materasso, e su alcuni accorgimenti utili mantenerlo in buono stato il più a lungo possibile.

durata materasso

Quando cambiare il proprio materasso

Alcuni produttori di materassi garantiscono per i loro materassi una durata di 10 anni.

Per chi se ne intende invece si dovrebbe sostituire il materasso ogni sette – nove anni, al massimo. Indipendentemente da ciò, a volte potrebbe essere necessario cambiarlo prima.

Se si riscontrano uno o più dei seguenti problemi, il materasso andrebbe cambiato anche prima del previsto:

  • cedimenti strutturali, affossamenti, grumi, strappi, bordi usurati, macchie e altri segni di usura,
  • perdita di supporto (il materasso si “imbarca”),
  • dolori alle articolazioni, risvegli con muscoli doloranti, intorpiditi,
  • insonnia (difficoltà a prendere sonno, o risvegli prima del normale),
  • cattivo umore stanchezza durante la giornata, anche dopo aver dormito “apparentemente” bene per 7-8 ore,
  • il tuo partner sta vivendo uno dei problemi o delle difficoltà appena esposte,
  • il materasso è polveroso,
  • si avvertono sintomi di allergia agli acari della polvere come la tosse, il respiro affannoso ed un’oppressione al petto,
  • hai dormito da qualche altra parte – come sul tuo divano o su un altro letto – e hai trovato che era più comodo e più adatto al sonno rispetto al tuo attuale materasso,
  • hai perso il conteggio degli anni del tuo materasso.

Iniziamo dalle esigenze legate all’igiene.

Le esigenze legate all’igiene

Essendo il materasso realizzato con materiali più o meno porosi e quindi essendo un habitat di microrganismi, depositi di polvere, residui organici, è  facile immaginare cosa ci può essere in un materasso su cui si ha dormito circa 2.500 ore all’anno.

Ecco alcuni numeri per darvi un’idea di ciò che avviene sopra e dentro un generico materasso:

  • polvere – 0,285 litri di sudore a notte è quanto una persona, mediamente, disperde ogni notte. Ovviamente non va tutto nel materasso ma, a meno che non si prendono gli opportuni accorgimenti, parte di questi liquidi raggiunge anche il materasso. [1]
  • pelle – 454 grammi è la quantità di pelle che rimane nel materasso ogni anno. [1]
  • polvere – 200 grammi è la quantità di polvere che si può accumulare in un materasso in 5-6 anni. [2]

La scarsa manutenzione o comunque un utilizzo prolungato dei materassi può portare:

  • alla crescita di microrganismi, che sono una potenziale causa d’infezioni,
  • alla contaminazione con alcuni organismi come lo Staphylococcus aureus,
  • all’accumuolo di fluidi corporei, inclusi urina, feci ed organismi trasmessi tramite le mani non lavate (tutti elementi che possono anche loro portare ad infezioni),
  • all’accumuolo di acari, responsabili di problemi come la rinite, la congiuntivite allergica e l’asma nei soggetti a ciò sensibili.

Esigenze legate alle allergie agli acari

Gli acari si sviluppano all’interno degli ambienti domestici che hanno elevati livelli di umidità.
Questi artropodi (animali invertebrati) trovano un habitat ideale sopratutto nei materassi e nei cuscini, ma anche nella moquette e nei tappeti.
Nei climi temperati  come il nostro la colonizzazione da acari nei materassi avviene di norma entro 4 mesi dall’inizio del loro utilizzo, indipendentemente dal tipo di materiale di cui è costituito il materasso.
In altre parole, non esiste un materasso che per le sue caratteristiche si possa considerare 100% anallergico. [4]

Il modo più efficace di prevenire la colonizzazione da acari è di rivestire i materassi ed i cuscini con degli appositi coprimaterassi e compricuscini impermeabili agli acari ma soprattutto agli allergeni, e di utilizzarli sia:

  • nei materassi e nei cuscini ancora nuovi allo scopo di “proteggerli dall’invasione”,
  • nei materassi e cuscini già utilizzati, per permettere di intrappolare gli acari e gli allergeni già presenti, ed evitare così la loro dispersione nell’ambiente e il contatto con chi li utilizza.

Ovviamente un compri-materasso o un copri-cuscino antiacaro dovrà essere realizzato in microfibra ed essere in grado di permettere all’aria ed al vapore acqueo di passare, in modo da garantire la traspirazione pur con una trama così fitta (con i pori di un diametro, tale) da bloccare il passaggio degli allergeni.

  • Se il diametro inferiore a 10 µm, tali compri-materassi o copri-cuscini sono in grado di bloccare il passaggio degli allergeni dell’acaro,
  • mentre quelli con un diametro inferiore a 6 µm bloccano anche l’allergene del gatto.

I tessuti che non hanno queste caratteristiche non sono raccomandabili, così pure come i tessuti non lavabili, che accumulano l’allergene senza la possibilità di eliminarlo. [4]

Il lavaggio periodico poi dei coprimaterassi ad una temperatura >60 °C permette di eliminare gli acari ancorati al tessuto.

Una recente metanalisi ci suggerisce però, che l’utilizzo del soli coprimaterassi o copricuscini antiacaro, pur efficace nel ridurre i livelli di esposizione agli acari, non è in grado di garantire una prevenzione assoluta.
In altri termini, è necessario adottare un approccio “integrato” in cui si combina:

  • la pulizia,
  • l’utilizzo di prodotti di qualità,
  • ed un programma di sostituzione “razionale” dei materassi e dei cuscini vecchi, con altri nuovi.

Le esigenze legate alla rete a doghe

Non è possibile stabilire a priori ogni quanto tempo vanno cambiate le doghe del letto.
Però si può dire che in concreto è sufficiente un’ispezione visiva. Le doghe,

  • dovrebbero avere una forma leggermente convessa,
  • non devono essere piegate e tantomeno rotte.

Chi è in sovrappeso o obeso farebbe bene a controllarle più di frequente.

E’ utile ricordare anche che, oltre che che rendere spiacevole l’esperienza del sonno le doghe vecchie possono compromettere la durata del materasso.

Lo smaltimento del vecchio materasso

Il materasso fa parte dei rifiuti ingombranti. Il tuo comune sicuramente dispone di un area dedicata alla raccolta dei rifiuti ingombranti all’interno di un’isola ecologica.
Se non sai dove si trova, lo puoi scoprire con una semplice telefonata. Se sei fortunato, l’ufficio ambientale del tuo comune potrebbe avere anche il servizio di raccolta a domicilio.
Anche alcuni negozi di materassi offrono – ma purtroppo sempre meno – la possibilità di smaltimento del vecchio materasso quando ne acquisti uno nuovo.

E la garanzia, allora?

Le garanzie dei produttori di materassi hanno solitamente una copertura che supera i sette anni: addirittura dai 20 ai 25 anni in alcuni casi.

Tuttavia, la durata della garanzia è cosa diversa dalla durata di un materasso.

La durata della vita del materasso dipende dal tipo e dalla qualità dei suoi componenti, nonché dal modo in cui lo si utilizza e lo si tiene (vedasi la sezione successiva).

Abbiamo fatto un sondaggio tra alcuni produttori, e il grafico sottostante ci mostra le aspettative di durata relativamente a quattro tipologie di materassi: quelle più comuni, non vi abbiamo infatti incluso i materassi ad aria, che sono un po’ una categoria a sé.

Come puoi vedere, alcuni tipi di materassi durano mediamente più a lungo si altri.
Occorre però tener conto che indipendentemente dalla durata stimata, si dovrebbe sempre considerare di sostituire il materasso se si verificano uno dei problemi sopra elencati.

I tipi di materassi e la loro durata

Ecco la durata che ci si può ragionevolmente aspettare dalle diverse tipologie di materassi:

  • in lattice naturale: 8.5 anni
  • in memory foam 7 anni
  • in attice sintetico, o ibrido: 6 anni
  • a molle: 5,5 anni

Come far durare più a lungo il materasso

come fare durare un materasso di piu - Huntleigh Turntable guide (2007)

fonte: Huntleigh Turntable guide (2007)

Le seguenti “strategie” possono servire ad utilizzare il materasso attuale il più a lungo possibile.

  • Utilizzare sempre una rete che sia adatta a quel tipo di materasso.
  • Controllare che le doghe siano in grado di garantire un supporto adeguato al materasso (come visto sopra)
  • Non bagnare il materasso.
  • Evitare di pulire il materasso con un aspirapolvere o un battitappeto, in quanto rovinano i rivestimenti e le imbottiture.
  • Rifare il letto solo dopo aver arieggiato la stanza per almeno 20/30 minuti, lasciando scoperto il materasso.
  • Utilizzare un coprimaterasso e un coprirete di protezione.
  • Tenere sempre pulito il rivestimento nel caso di un materasso sfoderabile.
  • Pulire le eventuali macchie sui materassi non sfoderabili con una pezzuola bagnata e con sapone delicato, strofinando delicatamente.
  • Aspirare frequentemente con l’aspirapolvere le aree intorno al letto, e lavando le federe con acqua calda.
  • Capovolgere e/o girare testa/piedi il materasso con regolarità in modo da evitare le locali usure.
    • A seconda del tipo di materasso puoi girare il materasso solo in alcuni modi: “sotto-sopra” o solo a 180 gradi, a seconda del come sono disposti gli strati interni (vedi foto sopra).
    • Alcune aree del materasso sono soggette a maggiore compressione, come quelli sotto l’area sacrale della persona.
    • I produttori di solito specificano se il materasso deve essere girato e come.
  • Evita che i tuoi figli saltino sul materasso.
  • Non lasciare gli animali salire sul letto.
  • Assicurati che il telaio del tuo letto abbia un supporto centrale: in caso contrario, il materasso sarà molto più suscettibile ai cedimenti prematuri.
  • Un proteggi-materasso é in grado di assorbire molta compressione a lungo termine, e di ridurre precoci cedimenti o rientranze.

Risorse esterne utilizzate

  1. Adults lose 454 grams of dead skin yearly while sleeping and old mattresses can cause MRSA and norovirus – https://www.mirror.co.uk/news/uk-news/adults-lose-454-grams-dead-10541483
  2. Ogni quanto cambiare il materasso  – https://www.ideegreen.it/ogni-quanto-cambiare-il-materasso-92974.html
  3. Mattress cleanliness: the role of monitoring and maintenance. – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22584653
  4. CONSENSUS 2014 – Prevenzione delle Allergie Alimentari e Respiratorie –  Uno strumento per la pratica quotidiana https://www.siaip.it/upload/1865_CONSENSUS%20SIPPS%20Prevenzione%20allergie%20alimentari_2014.pdf
  5. Arlian LG. Water balance and humidity requirements of house dust mites. Exp Appl Acarol 1992;16:15-35. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1493744
  6. Jay Portnoy. Environmental assessment and exposure control of dust mites: a practice parameter. Ann Allergy Asthma Immunol 2013;111:465-507. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24267359
  7. Custovic A, Green R, Smith A et al. New mattresses: how fast do they become a significant source of exposure to house dust mite allergens? Clin Exp
    Allergy 1996;26:1243-45. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1365-2222.1996.tb00520.x
  8. Arroyave WD. Impermeable dust mite covers in the primary and tertiary prevention of allergic disease: a meta-analysis. Ann Allergy Asthma Immunol
    2014;112:237-48. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24484971
  9. Morgan J, Crain EF, Gruchalla RS et al. Results of a home base environmental intervention among urban children with asthma. NEJM 2004; 351:1068-80 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15356304
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