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Quanto dura un materasso, e quando andrebbe sostituito

- Pubblicato da: Author: BFC | 8 min (tempo di lettura)

Tutti i tipi di materassi hanno una durata utile standard; tuttavia quelli che ci causano dolori particolari, disturbi o problemi vari dovrebbero avere una durata "inferiore".
Per saperne di più circa alcuni segnali rivelatori della necessità di cambiare l'attuale materasso, e su alcuni accorgimenti utili mantenerlo in buono stato il più a lungo possibile, continua la lettura.

durata materasso
Quando cambiare il materasso

Quando cambiare il proprio materasso

Molti sono i produttori che garantiscono i loro materassi per una durata di 10 anni. Chi se ne intende ritiene però che si dovrebbe sostituire il proprio materasso ogni sette – nove anni, al massimo.

Indipendentemente da ciò, a volte potrebbe essere necessario valutare se cambiarlo anche prima del previsto nel caso il materasso,

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  • avesse cedimenti strutturali, affossamenti, grumi, strappi, bordi usurati, macchie ed altri segni di usura,
  • avesse perduto una parte del suo supporto (il materasso si “imbarca”),
  • avvertissimo dolori alle nostre articolazioni,
  • ci svegliassimo coi muscoli doloranti, intorpiditi,
  • soffrissimo d’insonnia (difficoltà a prendere sonno, o risvegli prima del normale) senza conoscerne la causa,
  • in cui, anche dopo aver dormito per 7-8 ore “apparentemente” bene, fossimo di cattivo umore e stanchi durante la giornata,
  • in cui il nostro partner stesse vivendo uno dei problemi o delle difficoltà appena esposte,
  • fosse pieno di polvere,
  • dovessimo avvertire sintomi di un’allergia agli acari della polvere come, la tosse, un respiro affannoso ed un’oppressione al petto,
  • avendo dormito da qualche altra parte – come sul divano o su un altro letto – avessimo rilevato che questi erano più comodi del nostro attuale materasso.

Ma anche se avessimo perso il conto dei suoi anni.

Esigenze legate all’igiene

Le esigenze di cambiarlo legate all’igiene

I materassi sono fatto con dei materiali più o meno porosi. Quindi sono un habitat ideale per microrganismi, depositi di polvere, residui organici: è facile allora immaginare cosa si può trovare in un materasso su cui si dorme circa 2.500 ore all’anno. Per darvi un’idea ecco alcuni numeri.

  1. Sudore: 0,285 litri di sudore a notte, è la quantità che una persona disperde mediamente ogni notte. Ovviamente non va tutto nel materasso ma, a meno che non si prendono gli opportuni accorgimenti, una parte arriva comunque anche al materasso. [1]
  2. Pelle: 454 grammi, è la quantità di pelle che in un anno rimane nel materasso . [1]
  3. Polvere: 200 grammi, è la quantità di polvere che si può accumulare in 5-6 anni in un materasso. [2]

Ne consegue che una scarsa pulizia e poca manutenzione o comunque un prolungato utilizzo dei materassi può portare:

  • alla crescita di microrganismi, che sono una potenziale causa d’infezioni,
  • alla contaminazione con alcuni organismi come lo Staphylococcus aureus,
  • all’accumulo di fluidi corporei, inclusi urina, feci ed organismi trasmessi tramite le mani non lavate, tutti elementi che, anche loro, possono portare ad infezioni,
  • all’accumulo di acari: gli acari sono responsabili di alcuni problemi come la rinite, la congiuntivite allergica e l’asma nei soggetti a ciò sensibili.
Esigenze legate ad allergie

Le esigenze, relativamente alle allergie agli acari

Gli acari della polvere si sviluppano all’interno degli ambienti che hanno degli elevati livelli di umidità.
Questi artropodi (animali invertebrati), trovano un habitat ideale sopratutto nei materassi e nei cuscini, ma anche nella moquette e nei tappeti.
Nei climi temperati come il nostro, la colonizzazione di questi acari nei materassi avviene di norma entro 4 mesi dall’inizio del loro utilizzo, indipendentemente dal tipo di materiale con cui è fatto il materasso.
In altre parole, non esiste un materasso che per le sue caratteristiche si possa considerare 100% anallergico. [4]

Il modo più efficace di prevenire la colonizzazione da acari è rivestire i materassi ed i cuscini con degli appositi coprimaterassi e compricuscini, impermeabili agli acari ma soprattutto agli allergeni. Vanno utilizzati,

  • sia nei materassi che nei cuscini ancora nuovi allo scopo di proteggerli dalla loro “invasione”,
  • sia nei materassi che nei cuscini già in uso, in modo da intrappolare gli acari e gli allergeni già presenti, ed evitare così la loro dispersione nell’ambiente e il contatto con chi li utilizza.

Ovviamente un compri-materasso o un copri-cuscino antiacaro dovrà essere realizzato in microfibre (si tratta di tecnofibre con un titolo uguale o minore di 1 Dtex) e dovrà permettere il passaggio dell’aria e dei vapori in modo da garantirne la traspirazione. Questi tessuti hanno una trama molto fitta, con pori che hanno diametri tali da bloccare il passaggio degli allergeni:

  • se il loro diametro è inferiore a 10 µm sono in grado di bloccare il passaggio degli allergeni dell’acaro,
  • mentre quelli con un diametro inferiore a 6 µm bloccano anche l’allergene del gatto.

I tessuti che non hanno queste caratteristiche non sono raccomandabili. Così pure non lo sono i tessuti non lavabili i quali accumulano l’allergene senza la possibilità di poterlo eliminare con l’acqua. [4]  Un lavaggio periodico dei copri-materassi ad una temperatura >60 °C permette di eliminare gli acari ancorati al tessuto.

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Una recente metanalisi ci suggerisce però, che l’utilizzo del soli copri-materassi o copri-cuscini antiacaro, pur efficace nel ridurre i livelli di esposizione agli acari, da solo non è in grado di garantire una prevenzione assoluta.
In altri termini, è necessario adottare un approccio “integrato” mediante una combinazione,

  • di pulizia,
  • di prodotti di qualità,
  • di un programma “razionale” di sostituzione dei materassi e dei cuscini vecchi, con altri nuovi.
Esigenze legate alle doghe

Le esigenze di sostituirlo in relazione alle reti a doghe

Non è possibile stabilire a priori ogni quanto tempo vanno cambiate le doghe del letto.
Però per sapere se vanno cambiate è sufficiente un’ispezione visiva. Le doghe su cui vanno appoggiati i materassi,

  • dovrebbero avere una forma leggermente convessa,
  • non devono avere pieghe e tantomeno rotture.

Chi è in sovrappeso oppure obeso farebbe bene a controllarle più di frequente.

A questo proposito, va anche tenuto presente che, oltre che che rendere “non piacevole” il nostro sonno, le doghe vecchie/difettose possono incidere negativamente anche sulla durata del materasso.

Lo smaltimento del vecchio materasso

Lo smaltimento del vecchio materasso

Il materasso va smaltito tra i rifiuti ingombranti. Il tuo comune sicuramente dispone di un area dedicata alla raccolta dei rifiuti ingombranti. Potrebbe aver attivato anche il servizio di raccolta a domicilio.
Anche alcuni negozi di materassi ci offrono – ma oggi purtroppo sempre meno – la possibilità di smaltimento del vecchio materasso quando ne acquisti uno nuovo.

E la garanzia ?

E la garanzia, allora?

Le garanzie dei produttori di materassi hanno una copertura che solitamente supera i sette anni: addirittura in alcuni casi arriva  anche fino ai 20 ai 25 anni.

Tuttavia, la durata di una garanzia è cosa. Altra cosa è la durata di un materasso. La durata del materasso dipende dal tipo e dalla qualità dei suoi componenti, nonché dal modo in cui lo si utilizza e lo si tiene (vedasi la sezione successiva).

Alcuni tipi di materassi durano mediamente più a lungo di altri. Occorre però tener conto che, indipendentemente dalla durata stimata e indipendentemente dalla loro garanzia, dovremmo sempre considerare di sostituire il materasso se si verifica uno dei problemi sopra elencati.

I tipi di materassi e la loro durata

I vati tipi di materassi e le loro diverse durate

Ecco la durata che ci si può ragionevolmente aspettare dalle diverse tipologie di materassi:

  • in lattice naturale: 8.5 anni
  • in memory foam 7 anni
  • in lattice sintetico, o ibrido: 6 anni
  • a molle: 5,5 anni
Come farlo durare a lungo

Cosa fare per far durare più a lungo il materasso

come fare durare un materasso di piu - Huntleigh Turntable guide (2007)

fonte: Huntleigh Turntable guide (2007)

Le seguenti “strategie” possono servire ad utilizzare il nostro attuale materasso più a lungo.

  1. Utilizzare sempre una rete che sia adatta a quel tipo di materasso.
  2. Controllare che le doghe del letto siano in grado di garantire un supporto adeguato al materasso (come visto sopra)
  3. Non bagnare il materasso.
  4. Evitare di pulire il materasso con un aspirapolvere o un battitappeto per non rovinare i rivestimenti e le imbottiture.
  5. Rifare il letto solo dopo aver arieggiato la stanza per almeno 20/30 minuti lasciando scoperto il materasso.
  6. Utilizzare un coprimaterasso e un coprirete di protezione.
  7. Tenere sempre pulito il rivestimento nel caso di un materasso sfoderabile.
  8. Pulire le eventuali macchie sui materassi non sfoderabili con una pezzuola bagnata e con sapone delicato, strofinando delicatamente.
  9. Aspirare frequentemente con l’aspirapolvere le aree intorno al letto, lavando le fodere con acqua calda.
  10. Capovolgere e/o girare testa/piedi il materasso con regolarità in modo da evitare le locali usure.
    • A seconda del tipo di materasso puoi girare il materasso solo in alcuni modi: “sotto-sopra” o solo a 180 gradi, a seconda del come sono disposti gli strati interni (vedi foto sopra).
    • Alcune aree del materasso sono soggette a maggiore compressione, come quelli sotto l’area sacrale della persona.
    • I produttori di solito specificano se il materasso deve essere girato e come.
  11. Evitare che i bambini saltino sul materasso.
  12. Non lasciare gli animali salire sul letto.
  13. Assicurarsi che il telaio del letto abbia un supporto centrale: in caso contrario, il materasso sarà molto più suscettibile ai cedimenti prematuri.
  14. Un proteggi-materasso é in grado di assorbire molta compressione a lungo termine, e di ridurre precoci cedimenti o rientranze.

Risorse esterne utilizzate

  1. Adults lose 454 grams of dead skin yearly while sleeping and old mattresses can cause MRSA and norovirus – https://www.mirror.co.uk/news/uk-news/adults-lose-454-grams-dead-10541483
  2. Ogni quanto cambiare il materasso  – https://www.ideegreen.it/ogni-quanto-cambiare-il-materasso-92974.html
  3. Mattress cleanliness: the role of monitoring and maintenance. – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22584653
  4. CONSENSUS 2014 – Prevenzione delle Allergie Alimentari e Respiratorie –  Uno strumento per la pratica quotidiana https://www.siaip.it/upload/1865_CONSENSUS%20SIPPS%20Prevenzione%20allergie%20alimentari_2014.pdf
  5. Arlian LG. Water balance and humidity requirements of house dust mites. Exp Appl Acarol 1992;16:15-35. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1493744
  6. Jay Portnoy. Environmental assessment and exposure control of dust mites: a practice parameter. Ann Allergy Asthma Immunol 2013;111:465-507. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24267359
  7. Custovic A, Green R, Smith A et al. New mattresses: how fast do they become a significant source of exposure to house dust mite allergens? Clin Exp
    Allergy 1996;26:1243-45. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1365-2222.1996.tb00520.x
  8. Arroyave WD. Impermeable dust mite covers in the primary and tertiary prevention of allergic disease: a meta-analysis. Ann Allergy Asthma Immunol
    2014;112:237-48. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24484971
  9. Morgan J, Crain EF, Gruchalla RS et al. Results of a home base environmental intervention among urban children with asthma. NEJM 2004; 351:1068-80 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15356304

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Per approfondire


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